12
Gen
10

A single man

Ospito volentieri questa recensione (che condivido) di Monica Pagliarini al film di Tom Ford in unscita venerdì prossimo nelle sale italiane (ORA SUL SUO NUOVISSIMO BLOG MYSUNSETBOULEVARD)

   A Single Man regia di Tom Ford 2010

La cosa più ovvia che si possa fare recensendo il film di Tom Ford è commentarne l’estetica, elegante e patinata. Purtroppo però è anche impossibile non farlo. Alla sua prima esperienza cinematografica come regista (nel 2001 lo stilista era apparso in Zoolander di Ben Stiller e nel 2008 aveva curato i costumi di Quantum of Solace) Ford confeziona un film delicato e intensamente pervaso da un’atmosfera ricercata. L’uso dei colori sfocati e attenuati, come in una foto d’epoca, non possono non ricordare le riviste di moda degli anni ’50. Ma A Single Man non può essere ridotto a una prova di sofisticata eleganza. Dietro quei vetri che smorzano i suoni e sfumano le immagini, scorre la più drammatica giornata di George Falconer, compìto professore universitario che non riesce a superare la perdita del compagno, deceduto 8 mesi prima in un incidente stradale (siamo nel 1962), e pianifica il suicidio. La lenta ed intima recitazione di Colin Firth conferisce senso e profondità ad una storia che forse, altrimenti, sarebbe risultata poco più che un lezioso racconto di rinascita come tanti ne abbiamo già visti, con buona pace del romanzo di Isherwood da cui la storia è tratta. È un film imperfetto, quello di Ford, ma denso di intuizioni e tensione emotiva. C’è l’intuizione degli oggetti ordinati che provano a restituire un drammatico ordine a una vita distrutta; e c’è la tensione di una scelta che è in un certo senso banale, ma insieme carica dei significati di chi la percorre. E l’ostinata indagine sulla sofferenza del protagonista, sui suoi ricordi, sui suoi propositi, serve a evidenziare come la vicenda sia la narrazione di un amore, solo incidentalmente gay. Attraverso la vicinanza dell’amica Charlot (Julianne Moore) e l’incontro con il giovane studente Kenny (non tanto un nuovo amore quanto la possibilità che l’amore esista ancora), George assapora frammenti di vita che sono l’accettazione dell’esistere qui e ora. Una nuova forza per continuare oltre e nonostante il dolore, verso un domani che forse non c’è.

Monica Pagliarini

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